Testo CompletoLa folla rimasta indietro cominciò a sbandarsi, a diramarsi a destra e
a sinistra, per questa e per quella strada. Chi andava a casa, a
accudire anche alle sue faccende; chi s'allontanava, per respirare un
po' al largo, dopo tante ore di stretta; chi, in cerca d'amici, per
ciarlare de' gran fatti della giornata. Lo stesso sgombero s'andava
facendo dall'altro sbocco della strada, nella quale la gente restò
abbastanza rada perché quel drappello di spagnoli potesse, senza trovar
resistenza, avanzarsi, e postarsi alla casa del vicario. Accosto
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Capitolo XIV - Analisi e Commento
La struttura
Si ricollega al capitolo 13 che si era chiuso sulle intenzioni di
dimissioni del vicario. La parte centrale del capitolo è invece occupata
dalla figura di Renzo che, da spettatore si prepara a diventare
protagonista che si materializza in un discorso pubblico, e nel suo
trasferimento all'osteria, accompagnato da un falso spadaio.
Capitolo XIV - Riassunto
La folla ora non è più compatta: si dirada e si ricompone in piccoli
capannelli a commentare e a prevedere. Si parla dell'accaduto, delle
ragioni che vi stanno sotto, si manifestano propositi di ritorno per il
giorno seguente. Renzo che per la nuova e straordinaria esperienza
vissuta in quelle ore vive come in una sorta di eccitazione, quasi di
ubriachezza, al centro di un crocchio prende la parola e dal fatto
milanese risale al fatto personale: parla ad alta voce di ingiustizia,
di prepotenze di certi tiranni, del tutto dissimili da Ferrer, manifesta
propositi di vendetta e di pulizia, avanza la proposta del tutto
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