Luoghi: il lazzaretto di Milano
Tempo: dal mezzogiorno al pomeriggio del 31 agosto 1630
La struttura del capitolo rispecchia quella tipica della fiaba al
momento della lotta con l’antagonista. La struttura è tripartita,
scandita in tre momenti narrativi che corrispondono a quelli della
fiaba:
1. Lo spettacolo del lazzaretto rappresenta il momento delle prove da superare;
2. L’incontro di Renzo con fra Cristoforo rappresenta l’incontro dell’eroe con il suo aiutante;
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Capitolo XXXV - Riassunto
L'aria si fa sempre più afosa, il cielo si copre di una coltre di
umidità greve, quando Renzo entra nel lazzaretto: un insieme di capanne e
di fabbricati posticci, alzati per la circostanza, accanto ad altri in
muratura. L'impressione è quella del covile segnato da un vasto
brulichio prodotto da sani e malati, da serventi e da folli, impazziti
per la peste, da gente variamente indaffarata. Su tutto domina
l'organizzazione imposta dai cappuccini ed è, il loro, un ordine
esemplare sempre tenendo conto che bisogna amministrare,
Capitolo XXXV
Testo Completo
S'immagini il lettore il recinto del lazzeretto, popolato di sedici mila appestati; quello spazio tutt'ingombro, dove di capanne e di baracche, dove di carri, dove di gente; quelle due interminate fughe di portici, a destra e a sinistra, piene, gremite di languenti o di cadaveri confusi, sopra sacconi, o sulla paglia; e su tutto quel quasi immenso covile, un brulichìo, come un ondeggiamento; e qua e là, un andare e venire, un fermarsi, un correre, un chinarsi, un alzarsi, di convalescenti, di frenetici, di serventi. Tale fu lo spettacolo che riempì a un tratto la vista di Renzo, e lo tenne lì, sopraffatto e compreso. Questo spettacolo, noi non ci proponiam certo di
S'immagini il lettore il recinto del lazzeretto, popolato di sedici mila appestati; quello spazio tutt'ingombro, dove di capanne e di baracche, dove di carri, dove di gente; quelle due interminate fughe di portici, a destra e a sinistra, piene, gremite di languenti o di cadaveri confusi, sopra sacconi, o sulla paglia; e su tutto quel quasi immenso covile, un brulichìo, come un ondeggiamento; e qua e là, un andare e venire, un fermarsi, un correre, un chinarsi, un alzarsi, di convalescenti, di frenetici, di serventi. Tale fu lo spettacolo che riempì a un tratto la vista di Renzo, e lo tenne lì, sopraffatto e compreso. Questo spettacolo, noi non ci proponiam certo di
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